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Procedura di vestizione e svestizione di DPI per precauzioni da malattia trasmessa da coronavirus SARS-CoV2

A. Clementi (Alsco Italia)

Le misure generali di prevenzione e mitigazione del rischio sono fattori di protezione “chiave” sia nei contesti sanitari sia di comunità. Fra di esse giocano un ruolo fondamentale la corretta selezione, uso, cura e smaltimento degli indumenti indossati dagli operatori. In particolare risulta importante che sia definita e recepita una corretta procedura per la vestizione e, ancor di più, svestizione di indumenti potenzialmente contaminati.  

Introduzione

Nell’attuale scenario emergenziale SARS-CoV2 è di fondamentale importanza che tutti gli operatori sanitari coinvolti in ambito assistenziale siano opportunamente formati e aggiornati in merito ai rischi di esposizione professionale, alle misure di prevenzione e protezione disponibili, nonché alle caratteristiche del quadro clinico del virus. In aggiunta alle misure generali di prevenzione e mitigazione del rischio, sono necessarie precauzioni aggiuntive per gli operatori sanitari al fine di preservare se stessi e prevenire la trasmissione del virus in ambito sanitario e sociosanitario [1]. Tali precauzioni includono l’utilizzo corretto dei DPI e una adeguata sensibilizzazione e addestramento alle modalità relative al loro uso, alla vestizione, svestizione ed eliminazione, tenendo presente che alla luce delle attuali conoscenze, le principali modalità di trasmissione del SARS-CoV-2 sono attraverso droplet, per contatto diretto ed indiretto e per via aerea.

Misure di protezione

I DPI devono essere considerati come una misura efficace per la protezione dell’operatore sanitario solo se inseriti all’interno di un più ampio insieme di interventi che comprendano controlli amministrativi e procedurali, ambientali, organizzativi e tecnici nel contesto assistenziale sanitario.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell’attuale scenario epidemiologico COVID-19 e nella prospettiva di una carenza globale di disponibilità di DPI ha dato delle raccomandazioni [2] relativamente alla necessità di ottimizzare il loro utilizzo, implementando strategie a livello di Paese per garantirne la maggiore disponibilità possibile agli operatori maggiormente esposti al rischio di contagio. Molto importante è anche fare indossare tempestivamente a tutti i pazienti che presentino sintomi respiratori acuti una mascherina chirurgica, qualora tollerata nello specifico quadro clinico.
È necessario che preventivamente ogni struttura definisca sulla base di una analisi del rischio la tipologia di dispositivi di protezione necessari, le migliori procedure di utilizzo (vestizione/svestizione), la frequenza di sostituzione e le modalità di smaltimento.
Le più efficaci misure di prevenzione e mitigazione del rischio da applicare sia nell’ambito comunitario che sanitario, includono:

  • praticare frequentemente l’igiene delle mani con acqua e sapone o, se questi non sono disponibili, con soluzioni/gel a base alcolica;
  • evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca con le mani;
  • tossire o starnutire all’interno del gomito con il braccio piegato o di un fazzoletto, preferibilmente monouso, che poi deve essere immediatamente eliminato;
  • indossare la mascherina chirurgica nel caso in cui si abbiano sintomi respiratori ed eseguire l’igiene delle mani dopo avere rimosso ed eliminato la mascherina;
  • evitare contatti ravvicinati mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone, in particolare con quelle con sintomi respiratori.

La selezione dei DPI

La selezione del tipo di DPI deve tenere conto del rischio di trasmissione di COVID-19; questo dipende dalla sintomatologia del paziente e dal tipo di contatto assistenziale: distanza e tempo di esposizione al rischio.

I DPI per la gestione di patologie ad alta contagiosità comprendono [3]:

PROTEZIONE

DISPOSITIVO

NORMA

Occhi

Occhiali (DPI II cat.)

UNI EN 166:2004

Occhi

Occhiali a maschera (DPI III cat.)

UNI EN 166:2004

Occhi e mucose

Visiera (DPI III cat.)

UNI EN 166:2004

Vie respiratorie

Semimaschera filtrante

UNI EN 149:2009

Vie respiratorie

Semimaschera e quarti di maschera 

UNI EN 140:2000

Corpo

Indumenti di protezione (DPI III cat)

UNI EN 14126:2004
UNI EN13688:2013

Mani

Guanti monouso (DPI III cat)

UNI EN 420:2010
UNI EN ISO 374-5:2017
UNI EN ISO 374-2:2020
UNI EN 455

Arti inferiori

Calzari (DPI I, II, III cat.)

UNI EN ISO 20345:2012
UNI EN ISO 20347:2012
UNI EN ISO 20346:2014

Adeguati sensibilizzazione e addestramento mediante idoneo training sono fondamentali perché gli operatori sanitari debbono conoscere la sequenza per indossare i DPI ed essere formati nella rimozione degli stessi. Poiché la sequenza dipende dai DPI scelti, che a loro volta dipendono dalla patologia da gestire, di seguito riportiamo una procedura che può essere differente a seconda dei contesti.

La vestizione

Prima di iniziare la fase di vestizione l’operatore deve verificare che siano disponibili tutti gli accessori necessari alla procedura di vestizione e che siano idonei all’utilizzo (taglia, data di scadenza, integrità della busta).
Di seguito una procedura standard di vestizione, da eseguirsi prima di entrare nel locale occupato dal paziente:

1.Lavarsi attentamente le mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica avendo cura di igienizzarle seguendo la corretta sequenza.

2.Indossare il primo paio di guanti monouso.

3.Mettere la tuta o il camice e i calzari se richiesto. È importante che ci sia una perfetta sovrapposizione delle parti e che la cerniera sia completamente chiusa.

4.Indossare il facciale filtrante nel rispetto delle indicazioni del produttore, avendo cura di posizionarlo con lo stringinaso rivolto verso l’alto e sagomato sulla propria persona e di fissare la maschera con gli elastici in modo che risulti ben ferma.

5.Eseguire la prova di tenuta della mascherina secondo le indicazioni del produttore.

6.Indossare il secondo paio di guanti avendo cura di sovrapporli al polsino della tuta/camice.

7.Mettere occhiali o visiera protettiva allacciandoli con cura.

8.Verificare la corretta vestizione di tutti gli accessori, la sovrapposizione delle varie parti e la stabilità simulando alcuni movimenti.

Vedi Allegato 1

Poiché il controllo finale è uno step importante è suggerito che nello spogliatoio siano presenti specchi o altri operatori che supervisionino la regolarità di tutte le parti.
Per ridurre il consumo improprio ed eccessivo di DPI e prevenire la loro carenza è stato opportuno rivedere l’organizzazione del lavoro in modo tale da ridurre o evitare gli ingressi nella stanza in cui sia ricoverato un caso sospetto/accertato di COVID-19 quando non necessario a fini assistenziali 

La svestizione

Diversi studi hanno mostrato che nella rimozione di indumenti per la protezione del corpo [4] o di guanti [5] può essere alto il rischio di contaminazione della persona che esegue queste azioni in condizioni di stress maggiori rispetto alla fase di vestizione. Quindi una cura più attenta è fondamentale per ridurre la probabilità di contagio di personale sanitario durante la fase di svestizione. Le regole generali indicano di rimuovere prima i DPI più contaminati, di avere cura di non toccare mai il volto e maneggiare gli indumenti toccandoli preferibilmente nella parte posteriore o interna.
La svestizione deve essere eseguita subito all’uscita dal locale occupato dal paziente. I dispositivi utilizzati sono da considerare sempre contaminati, pertanto occorre attenersi all’ordine ed alla modalità di esecuzione delle azioni finalizzate alla protezione dell’operatore dalla contaminazione.
Anche per la svestizione non esiste una procedura univoca ma le fasi più importanti comprendono:

1.Sanificazione dei guanti (da eseguirsi talora anche dopo ogni step seguente).

2.Rimozione della tuta/camice e calzari avvolgendoli dall’interno all’esterno.

3.Togliere il primo paio di guanti (talvolta anche contemporaneamente al disindosso della tuta.

4.Rimuovere gli occhiali o visiera protettiva tramite l’elastico posteriore evitando il contatto con la parte anteriore contaminata.

5.Rimuovere il facciale filtrante avendo cura di toccare unicamente gli elastici di tenuta.

6.Togliere il secondo paio di guanti.

7.Sanificare le mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica.

Vedi Allegato 2

Tutti gli accessori monouso devono essere smaltiti nel contenitore per i rifiuti pericolosi rischio infettivo. Occhiali e visiere protettive possono essere riutilizzate previe sanificazioni nel rispetto delle indicazioni del produttore e delle disposizioni aziendali.
In caso di disponibilità limitata, è possibile programmare l’uso ulteriore della stessa mascherina chirurgica, del filtrante o di altre parti della vestizione verificandone preventivamente l’integrità e l’idoneità al riutilizzo.

Conclusioni

Relativamente a procedure di vestizione e svestizione per il rischio infettivo, o più genericamente biologico, ogni fase della sequenza deve essere congrua con il processo e ogni scelta deve essere contestualizzata alla realtà effettiva. La realizzazione di una sequenza operativa all’ingresso e all’uscita di reparti potenzialmente infetti è quindi un fattore chiave per la riduzione del rischio per il personale sanitario.

Bibliografia

[1] Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da sars-cov-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da covid-19) nell’attuale scenario emergenziale sars-cov-2”, aggiornato al 14 marzo 2020. https://www.fnopi.it/wp-content/uploads/2020/03/rapporto-covid-19-2-2020.pdf

[2] https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/331215/WHO-2019-nCov-IPCPPE_use-2020.1-eng.pdf

[3] https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-tabella-dpi.pdf

[4] Clin Exp Emerg Med 2015;2(3):162-167

[5] Contamination of Health Care Personnel During Removal of Personal Protective Equipment, JAMA Internal Medicine December 2015, Volume 175

 

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